mercoledì 11 marzo 2026

Il bradisismo nei Campi Flegrei

 



Il termine deriva dal greco bradus (lento) e seismos (movimento). È il segno distintivo dei Campi Flegrei: il suolo sale e scende ciclicamente a causa della pressione esercitata da gas e magma nel sottosuolo.

Le più celebri risalgono al 1969-72 e al 1982-84, quando Pozzuoli subì un sollevamento di quasi 2 metri, portando all'evacuazione del Rione Terra.

L'ultima eruzione risale al 1538, quando in pochi giorni nacque il Monte Nuovo, il vulcano più giovane d'Europa.

Il motore del bradisismo si trova a circa 3-4 km di profondità. Non è solo il magma a spingere, ma un mix complesso di fattori:

Iniezione di Magma: Nuova massa fusa che entra nel sistema e preme verso l'alto.

Gas e fluidi (Idrotermalismo): Il calore del magma scalda l'acqua nel sottosuolo, trasformandola in vapore ad alta pressione. Questa pressione "gonfia" le rocce superficiali come una spugna.


Il termine bradisismo si divide in due momenti:

Fase ascendente (positiva): Il suolo sale, accompagnato da sciami sismici. I terremoti sono causati dalle rocce che si fratturano sotto la spinta della pressione interna. È la fase che stiamo vivendo dal 2005.

Fase discendente (negativa): La pressione diminuisce, i fluidi si disperdono e il suolo torna lentamente ad abbassarsi. È ciò che è accaduto tra il 1985 e il 2004.


L'attuale crisi bradisismica è caratterizzata da una deformazione del suolo persistente.

Dal 2005 a oggi, nell'area di massimo sollevamento (Rione Terra), il suolo si è alzato di oltre 1,4 metri. Nel corso del 2025 e dei primi mesi del 2026, la sismicità ha mostrato un andamento a impulsi. La profondità degli ipocentri resta molto superficiale (spesso sotto i 3 km), il che rende le scosse molto brevi e secche, avvertite distintamente dalla popolazione con boati intensi.

Un testimone storico, il Tempio di Serapide

Il Macellum di Pozzuoli è considerato il più antico misuratore di bradisismo al mondo. Sulle sue tre colonne marmoree sono visibili i fori scavati dai litodomi (molluschi marini):

Fori in alto: Indicano che nel passato il suolo si era abbassato così tanto da immergere le colonne nel mare.

Colonne asciutte: Indicano le fasi di sollevamento, come quella attuale.

Il monitoraggio (affidato all'INGV - Osservatorio Vesuviano) serve a capire se il sollevamento è causato solo da vapore e gas o se c'è una risalita di magma verso la superficie. Al momento, i dati indicano che la dinamica è prevalentemente legata alla pressione del sistema idrotermale.

www.guidesolfatara.com

venerdì 10 ottobre 2025

La Solfatara di Pozzuoli

 



La Solfatara è un cratere vulcanico che fa parte dei Campi Flegrei, l’area vulcanica che circonda Napoli. 

 L’area della Solfatara è  chiusa al pubblico per motivi di sicurezza. 

Non è un vulcano attivo nel senso di eruzioni magmatiche frequenti, ma manifestazioni vulcaniche “secondarie” sono ancora presenti, come fumarole (emissioni di vapore e gas), solfatare (emissioni di gas sulfurei), e vulcanetti di fango (piccoli rigurgiti fangosi). 

Il termine “solfatara” deriva dal latino sulpha terra, “terra di zolfo”, proprio per la presenza di gas contenenti zolfo che escono dal terreno. 

La formazione del cratere risale a circa 3.700–4.000 anni fa, probabilmente con un’eruzione freatomagmatica (ossia generata dall’interazione fra magma e acque sotterranee).

L’ultima eruzione storica attribuita alla Solfatara è datata al 1198, anche se non è del tutto certo che fosse una vera eruzione magmatica. 

Il cratere ha una forma ellittica con diametri pari a circa 770 m × 580 m, e il perimetro è di circa 2,3 km. 

L’altitudine massima del bordo del cratere, chiamato Monte Olibano, è di circa 199 m s.l.m., mentre il fondo del cratere si trova a circa 92 m s.l.m. 

I depositi vulcanici che compongono la Solfatara sono principalmente prodotti piroclastici (ovvero materiali esplosivi vulcanici).

 



Le fumarole emettono vapore e gas, spesso con odore caratteristico di zolfo (uovo marcio). 

I vulcanetti di fango (piccole “bolle” fangose) sono manifestazioni in cui il gas spinge materiale argilloso verso la superficie. 

Il “pozzo d’acqua minerale” centrale varia nel livello dell’acqua in relazione alle fasi di bradisismo (cioè all’innalzamento o abbassamento del suolo). 

In epoche passate, le acque, i fanghi e i vapori della Solfatara erano utilizzati per scopi terapeutici (contro problemi respiratori, della pelle), sfruttando le proprietà chimiche dei gas e dei minerali. 

Nonostante l’assenza di eruzioni frequenti, la Solfatara è un’area soggetta a rischio: la sua vicinanza a zone urbanizzate la rende potenzialmente pericolosa. 

Il 12 settembre 2017, tre persone (un bambino e i suoi genitori) morirono quando caddero in una voragine che si era aperta nel terreno, in un’area che doveva essere vietata al pubblico. 

Per questo motivo l’area è chiusa ai visitatori ed è sottoposta a monitoraggio geologico e misure di sicurezza. 

Il bradisismo è un fenomeno geologico consistente in un innalzamento o in un abbassamento lento (ma non costante) del suolo, che da secoli interessa Pozzuoli e tutti i Campi Flegrei.

Per via del fenomeno del bradisismo e delle tensioni che ne derivano, la Solfatara è considerata un “laboratorio naturale” per studi vulcanologici. 

Studi recenti suggeriscono che le emissioni di gas, in particolare di zolfo, possano essere legate a un contributo crescente da parte di un serbatoio magmatico sottostante, che può alimentare il sistema vulcanico dei Campi Flegrei e influenzare le crisi bradisismiche. 


https://www.guidesolfatara.com/





mercoledì 12 marzo 2025

Campi Flegrei

 


I Campi Flegrei, sono nella zona occidentale di Napoli, e rappresentano una delle aree vulcaniche più pericolose al mondo. Questa vasta caldera vulcanica, con un diametro di circa 10-12 km, si è formata a seguito di eruzioni esplosive avvenute negli ultimi 39.000 anni. L’area è caratterizzata da un’intensa attività geotermica e sismica, tra cui il fenomeno del bradisismo, che consiste nell’innalzamento e nell’abbassamento del suolo a causa delle variazioni della pressione magmatica sottostante.

Negli ultimi anni, il livello di allerta vulcanica dei Campi Flegrei è stato elevato a “giallo”, una fase di attenzione che richiede un monitoraggio costante dei parametri geofisici e geochimici. Questo stato di allerta indica anomalie significative nel comportamento del vulcano, suggerendo la necessità di preparazione e prevenzione per eventuali sviluppi critici. 

www.guidesolfatara.com

sabato 16 novembre 2024

Flamenco


Il  “flamenco” per il suo valore artistico e culturale è stato riconosciuto dall’UNESCO "patrimonio culturale immateriale dell’umanità" ed il 16 novembre è diventata la "Giornata internazionale del flamenco". 
Perciò ricordiamo che  la danza del flamenco affonda le sue radici nelle tradizioni gitane della fine del Settecento. Fu allora, infatti, che nella regione spagnola dell’Andalusia i gitani iniziarono a esprimere le loro emozioni cantando e ballando accompagnandosi solo dal ritmo dei piedi battuti sul terreno o delle mani sul tavolo. Ma fu solo verso la metà dell’Ottocento, grazie alla diffusione dei cafés cantantes, che il flamenco uscì dalla dimensione intima e ristretta gitana per diffondersi come forma di arte e spettacolo. Sempre nell’800, precisamente nel 1847 a Siviglia, venne introdotta per la prima volta la chitarra come accompagnamento al baile e al cante. Ormai diventato una forma di spettacolo, il flamenco si evolve perdendo quella dimensione intima da cui era nato, e sia il cante che il baile subiscono le influenze di altre forme d’arte: il modo di danzare si avvicina alla danza classica grazie anche al diffondersi di alcuni suoi stili nei saloni aristocratici, tutto diventa più coreografico e si dà maggiore importanza anche alle scenografie. Tuttavia, anche uscendo da quella ristretta dimensione gitana, il flamenco non ha mai perso il suo duende, ossia lo spirito passionale con cui viene messo in scena dai suoi interpreti. Resta infatti essenziale, nel flamenco, la forza con cui i suoi interpreti più bravi, in particolar modo nel ballo, attraverso il modo di esprimersi sul palco trascinano il pubblico in un vortice di emozioni, ovvero nell’essenza del significato della parola “duende” nonché nell’essenza del flamenco stesso che, in tal modo, torna nella sfera intima delle emozioni personali da cui è nato.

martedì 13 agosto 2024

La SOLFATARA DI POZZUOLI



È uno dei 40 vulcani dei Campi Flegrei. Si tratta di un antico cratere vulcanico ancora attivo ma in stato quiescente che da circa due millenni conserva un'attività di: fumarole d'anidride solforosa, getti di fango bollente, ed elevata temperatura del suolo. Si trova a circa 3km dal centro di Pozzuoli, cittadina sul mare vicino Napoli.

www.guidesolfatara.com

sabato 13 luglio 2024

I due vulcani di Napoli

 



Napoli ha due vulcani: Il Vesuvio e i Campi Flegrei. Si tratta di due vulcani diversi con serbatoi magmatici separati  che evolvono in maniera indipendente.

Mentre il Vesuvio è un vulcano con la tipica forma di cono, i Campi Flegrei sono una caldera vulcanica  in cui vi sono alcuni crateri di cui il più famoso è quello della Solfatara di Pozzuoli.

mercoledì 14 febbraio 2024

DISCOPATIE LOMBARI

 



Si definisce “discopatia lombare” qualsiasi tipo di problema che viene rilevato nei dischi tra una vertebra lombare e l’altra.

Tipicamente i segmenti dove le discopatie vengono riscontrate sono il segmento L4-L5 ed L5-S1. Anche se ti hanno diagnosticato dei problemi ai dischi, c'è la possibilità di stare meglio  grazie alle manipolazioni osteopatiche, senza l'uso di farmaci.

www.osteopatiafazio.cloud