La celebre frase "Acqua alle corde!" è attribuita al capitano marittimo sanremese Benedetto Bresca. L'episodio storico risale al 10 settembre 1586 a Roma, in Piazza San Pietro, durante l'innalzamento dell'imponente obelisco egiziano da parte dell'architetto Domenico Fontana, per volere di Papa Sisto V.
Ecco come andarono le cose:
- Il divieto papale: Per garantire la massima concentrazione degli operai, il Papa aveva emanato un editto severissimo: chiunque avesse pronunciato anche una sola parola durante i lavori sarebbe stato punito con la pena di morte.
- Il pericolo: Durante le delicate operazioni di sollevamento, le corde di canapa iniziarono a cedere e a surriscaldarsi pericolosamente a causa dell'enorme attrito, rischiando di spezzarsi e far crollare l'obelisco.
- Il grido: Bresca, che da marinaio conosceva bene il comportamento delle corde, capì che l'unico modo per salvarle era bagnarle (l'acqua fa infatti accorciare e tendere le fibre di canapa, rendendole più resistenti). Sfidando la pena di morte, urlò a squarciagola: "Acqua alle corde!".
- L'epilogo: L'architetto Domenico Fontana che coordinava i lavori seguì immediatamente il suggerimento, l'obelisco fu salvato e Bresca, anziché essere giustiziato, venne graziato e ricompensato da Sisto V.
Come premio, oltre a una pensione, la sua famiglia ottenne il privilegio perpetuo di fornire alla Chiesa di San Pietro le palme intrecciate per la Domenica delle Palme.

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