Il Bradisismo è un fenomeno naturale che si osserva in alcune caldere vulcaniche come quella di Campi Flegrei. È un movimento lento del suolo sia in fase ascendente, sia discendente. Tuttavia, non tutto il suolo si alza o si abbassa insieme, ma la parte centrale subisce una deformazione maggiore creando una forma a campana, con il massimo centrato nel Rione Terra di Pozzuoli.
Dal 2005 il suolo ha ripreso a risalire di pochi centimetri al mese, quindi in maniera impercettibile; tuttavia, dopo 20 anni i suoi effetti si fanno vedere, basti pensare alla darsena di Pozzuoli, oggi quasi completamente prosciugata.
Il sollevamento del suolo è accompagnato da terremoti e aumento dell’attività fumarolica come si osserva a Pisciarelli, non lontano dal ben noto vulcano della Solfatara, famoso proprio per la sua attività idrotermale.
L’alternarsi della risalita e dell’abbassamento del suolo non è un fenomeno recente ma è iniziato 10.000 anni fa, con abbassamenti anche di 100 metri e l’ingresso del mare nelle terre che prima erano emerse, e risalite anche di oltre 100 metri come prima di alcune eruzioni come quella che ha creato la Piana di Agnano. Questa è una simulazione della deformazione del suolo e dell’ingressione e regressione del mare nei Campi Flegrei, variando la massima deformazione da -100 a + 100 metri. Bisogna ricordare che nella realtà il movimento è molto lento e ci vogliono migliaia d’anni per avere queste deformazioni, tuttavia l’accelerazione in questo video mostra bene perché il Bradisimo è anche chiamato il respiro del Vulcano.
Anche in tempi storici l’abbassamento del suolo ha portato il mare ad invadere la città di Pozzuoli agli inizi del '900 come testimoniano le numerose foto d’epoca. Ma il monumento che meglio ha registrato il Bradisismo è sicuramente il Tempio di Serapide o Macellum, che da quando è stato costruito dai romani 2200 anni fa ha subito vari sprofondamenti sotto il mare e risalite. I segni lasciati da questo fenomeno sono ben visibili lungo le tre colonne del monumento da una fascia scura con numerosi fori. Queste sono le tane di un particolare mollusco (Lithophaga lithophaga o dattero di mare) che scava la sua dimora all’interno del calcare e che indica che le colonne erano sommerse dal mare.
Oggi nessuno può fare previsioni sul futuro dei Campi Flegrei, l’unica cosa certa è che questo vulcano è uno dei più monitorati al mondo per il suo rischio altissimo, visto che l’area è densamente abitata.
