giovedì 1 ottobre 2026

Solfatara di Pozzuoli

 



Oggi nei Campi Flegrei le fumarole mostrano che il calore del sottosuolo non è un ricordo del passato. Il bradisismo dimostra che la terra può muoversi sotto i piedi. Tutto questo avviene in un territorio che, per secoli è stato attraversato da tanti popoli ed è stato raccontato dalla mitologia greca, dalla letteratura romana, dagli archeologi e dai geologi.

Tra i luoghi più emblematici dell'area c'è, sicuramente, la Solfatara di Pozzuoli. Per generazioni, visitatori e studiosi hanno potuto osservare in questo posto magico uno dei volti più spettacolari dell'attività vulcanica: fumarole, emissioni di gas, vapori e terreni riscaldati dalla presenza di fluidi profondi. Si tratta di un cratere relativamente giovane nella storia dei Campi Flegrei, formatosi migliaia di anni fa. Il suo paesaggio è dominato da un'attività idrotermale che rappresenta una delle manifestazioni più evidenti del calore ancora presente nel sottosuolo.

Le fumarole sono il risultato della risalita di gas e vapori attraverso fratture e zone permeabili della crosta. In superficie possono assumere forme diverse e produrre depositi minerali, alterazioni delle rocce e caratteristiche colorazioni del terreno. Il fenomeno più noto è rappresentato dalle emissioni di vapore acqueo e gas, tra cui l'anidride carbonica e composti dello zolfo. La Solfatara è, in pratica, una sorta di finestra naturale attraverso la quale poter osservare i processi che avvengono nel sottosuolo.

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